25. Ridisegnare il territorio per un Abitare Abitabile: periferie esistenziali al centro. Le narrazioni selezionate


Dal 18 al 24 marzo 2024 si è commemorata la XX edizione della Settimana di azione contro il razzismo promossa dall’UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della – Presidenza del Consiglio dei Ministri– in tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di realizzare iniziative di sensibilizzazione e informazione sulle tematiche del razzismo, dell’intolleranza e della xenofobia, con declinazioni negli ambiti dell’istruzione, dello sport, dell’arte e della cultura.

L’iniziativa progettuale realizzata da PRO.DO.C.S. in partnership con Kel’Lam APS “Ridisegnare il Territorio per un Abitare Abitabile: periferie esistenziali al centro” ha incoraggiato giovani e adulti a una osservazione attenta del Territorio, in senso innovativo, perché da intendere come spazio comune di luoghi abitati caratterizzati da vissuti portatori di notevoli differenze. Ha spronato alla ricerca di ciò che vi accade per analizzarne la configurazione organizzativa e riportare al centro qualsiasi luogo definito periferico, e perciò segregato ed escluso. Ha motivato a considerare una periferia non più solo come luogo geografico ma anche come spazio esistenziale da rispettare e includere. Ha invitato a ricostruire la Memoria dell’evento accaduto a Sharpeville nel 1960 come riferimento per quanto ancora capita nelle nostre società per riflettere sul presente e domandarci: a che punto siamo oggi?

Il Territorio si presenta, ancora oggi, caratterizzato da visioni interpretative rispondenti a codici socio-antropologici ed etico-politici contrastanti. Aumentano le periferie, costruite artificialmente da tali visioni, che reclamano essere “ammesse al centro dello spazio abitato” per ottenere equità nell’accesso ai servizi e al rispetto dei propri diritti. Il Progetto, così, per abbattere socio-culturalmente i perimetri divisori di un Territorio segmentato tra categorie di persone differenti e per identificarne le condizioni di abitabilità, superando marginalizzazione e irrigidimento dei suoi confini, ha proposto ai partecipanti di ridisegnare un “Territorio abitato e desiderato” recuperando il senso di appartenenza comune e di collettività dei suoi cittadini, favorendo dinamiche di abitabilità riconosciuta in cui tessere rapporti di reciprocità e convivenza pacificata.