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Difesa civile, non armata e nonviolenta

Difesa civile, non armata e nonviolenta. C’è tempo fino a metà settembre 2026

Difesa armata: c’è un’alternativa e con una firma puoi portarla in Parlamento 🌱

La Proposta di Legge della Campagna “Un’altra difesa è possibile” propone una difesa alternativa a quella militare, c’è tempo fino a metà settembre per raggiungere le 50.000 firme necessarie e poterla così presentare in Parlamento. Abbiamo bisogno anche della tua 💪🏻

Se non hai ancora firmato, leggi qui, clicca “accedi” e inserisci la SPID o la CIE per sottoscriverla 👇🏻

Perché firmare?

  • 🌱 sei contro la guerra e ti piacerebbe prevenirla senza violenza
  • 🫂 pensi che tutti e tutte possiamo contribuire al bene comune
  • 🕊️ hai fatto il servizio civile e desideri che altri giovani vivano un’esperienza di impegno e di nonviolenza
  • 💪🏻 pensi sia importante lavorare sulla prevenzione di tutti i conflitti, relazionali, sociali, economici, culturali, armati.
Difesa civile, non armata e nonviolenta

Dettaglio iniziativa

  • Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta
  • Id iniziativa: 6100008

Puoi condividere questo messaggio a tutti. È un’azione semplice ma che può fare la differenza, per sostenere la campagna un’altra difesa è possibile

Descrizione iniziativa

La proposta che avanziamo mira a trovare uno spazio istituzionale per una forma di Difesa, prevista già dal nostro ordinamento legislativo, che non sia quella legata alle Forze Armate e allo strumento militare. Se il percorso della Legge di iniziativa popolare arriverà a compimento daremo finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale: la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

Il Dipartimento, collocato presso la Presidenza del Consiglio, andrà a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo operando in sinergia con protezione civile e servizio civile universale. Il finanziamento avverrà anche tramite un Fondo nazionale, alimentato dalla Legge di Bilancio e dalla facoltà dei contribuenti di destinare il 6 per mille dell’IRPEF senza oneri aggiuntivi.

In un momento in cui il dibattito pubblico europeo sembra aver capitolato all’equazione “più sicurezza = più armi” questa proposta afferma con chiarezza l’opposto: la vera sicurezza si costruisce con prevenzione dei conflitti, mediazione, coesione sociale e cooperazione internazionale.

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