Il Progetto, con il lancio del Concorso Nazionale promosso nell’ambito delle azioni da intraprendere in occasione della XXII Settimana d’azione contro ogni forma di discriminazione e razzismo, indetta dal 14 al 22 marzo 2026, approvato e cofinanziato da UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha invitato i destinatari: giovani/adulti, studenti/esse di scuole/università, docenti, volontari/operatori socio-culturali, mediatori interculturali, associazioni di migranti, ad approfondire e riflettere sui profili identitari e socioculturali che caratterizzano il contesto societario multietnico e multiculturale in cui abitano e sono inseriti come cittadini consapevoli. Li ha motivati ad interrogarsi su che tipo di dialogo riescono a fondare e stabilire le proprie relazioni con le/gli altri e se vi scoprono la natura del dialogo come strumento di conoscenza vicendevole e di crescita umana.
In tale percorso li ha incoraggiati ad elaborare lo Storytelling Social “Tracciati di dialogo” – previsto dal Progetto – contro la discriminazione etnico-razziale scegliendo come filo conduttore il binomio identitario cultura /religione d’appartenenza per costruire narrazioni in cui poter dettagliare credenze, eventi, situazioni specifiche che hanno permesso e favorito la formulazione di un pensiero discriminatorio ma anche criteri, condizioni e strategie che possono permettere di cambiarlo, esprimendo “come ci raccontiamo all’altro” e, prima ancora, di come l’altro ci viene raccontato, se riconosciamo a lei/lui pari dignità e se ne proviamo empatia.
Le sottolineature tematiche messe in evidenza dalle diverse narrazioni degli Storytelling hanno riguardato criteri, modalità, percorsi e prospettive per acquisire saperi idonei ad affrontare la complessa tematica del razzismo e delle disuguaglianze sempre più in aumento nelle nostre società; le difficoltà per accettare pluralismo e multiculturalismo. Sottolineature che hanno motivato le/gli autori degli Storytelling ad approfondire la presentazione della propria narrazione, esprimendo il punto critico interpretativo scelto per la propria narrazione.
Così l’elaborazione degli Storytelling si è svolta con una modalità di dialogo diretto tra i destinatari e partecipanti – divenendo uno spazio di dibattito, di confronto attraverso domande e risposte che hanno favorito relazioni di conoscenza reciproca e di approfondimento di situazioni considerate rilevanti per caratterizzare contesti di incontro pacificati e costruttivi.
Le differenze plurali sono state considerate e sperimentate emotivamente come unico fondamento per costruire contesti scelti e voluti in ordine a giustizia e reciprocità costruttiva e solidale.
